Non sono stato molto regolare con i miei posts sui mercati, miscuso coi miei 20 (magari) lettori ma sono stato occupato con un’altra iniziativa interessante.
Passiamo subito ai primi indicatori da imparare ad usare per fare soldi nel mercato azionario: le medie mobili.
Non sono stato molto regolare con i miei posts sui mercati, miscuso coi miei 20 (magari) lettori ma sono stato occupato con un’altra iniziativa interessante.
Passiamo subito ai primi indicatori da imparare ad usare per fare soldi nel mercato azionario: le medie mobili.
Gli analisti di charts (i grafici dell’andamento di un’azione) usano due variabili per individuare il trend di un’azione o un cambiamento di tendenza: il prezzo e il volume. Queste due variabili possono essere utilizzate per creare formule matematiche, chiamate indicatori tecnici, che possono essere riportate su un grafico e darci un’interpretazione del movimento di un’azione.
L’indicatore più semplice è la media mobile (MA), che è anche uno dei più utili. La media mobile è semplicemente il prezzo medio di un’azione in un dato intervallo di tempo. Per esempio, si calcola la Media Mobile a 10 giorni sommando tutti i prezzi durante 10 giorni e poi dividendo per 10. L’indicatore è chiamato una media mobile, perché quando viene disegnato su un grafico sembra essere una linea mobile che riflette il movimento del prezzo dell’azione.
Media mobile a 150 giorni dell’azione di Google durante gli ultimi 3 anni
Le quotazioni di borsa tendono ad essere volatili. Una media mobile è utile perché attenua queste fluttuazioni ed offre un modo per determinare la tendenza generale di un’azione. Più lungo è il tempo utilizzato per creare la media mobile, più regolare e meno volatile è la media. Si posso usare medie mobili a 10, 50, 100, 150, 200 giorni oppure alle stesse quantita di ore o minuti a seconda di quale sia l’orizzonte temporale dell’investimento (o speculazione). Nel caso della determinazione della tendenza generale di un’azione credo che la media mobile più utile sia quella a150 giorni. Ribadisco che in questi articoli l’orizzonte temporale di investimento è sempre considerato essere tra i 6 (meglio 12) e i 24 mesi.
Le medie mobili sono in genere usate per determinare in quale fase si trovi un’azione. Per esempio quando la media mobile è in salita ci troviamo in una fase di accumulazione, quando scende ci indica una fase di liquidazione, mentre quando è più o meno orizzontale ci dice che siamo in una fase di assestamento alla base o di massimo. In linea di massima tra le regole fondamentali (che funzionano 3 volte su 4 direi, visto che le eccezioni ci sono sempre) direi che non vorremo mai acquistare un’azione che si trova al di sotto della media mobile a 150 giorni. Come si dice, “non cercare di afferrare un coltello checade”, rischi di farti male.
Alcuni analisti usano il punto di intersezione tra media mobile e prezzo dell’azione per determinare che un cambiamento di trend si è verificato. Se cioè il prezzo di una azione passa dall’essere inferiore all’essere superiore alla media mobile allora ci troviamo di fronte ad un cosiddetto segnale di acquisto, e viceversa quando il prezzo si muove al di sotto della media mobile. Il problema con questo approccio è che in genere i movimenti delle medie mobili seguono quelli del prezzo delle azioni e quindi è opportuno utilizzare questi indicatori come conferme di conclusioni a cui si è giunti conaltri procedimenti ed altri indicatori tecnici di cui parleremo ora.
Un indicatore più attendibile di cambiamento di trend è dato dall’utilizzo di due medie mobili, una a corto termine (35-50 giorni) ed una a lungo termine (150-200 giorni). Si può anche aggiungere una terza media mobile su un termine intermedio (100 giorni). Quanto più medie mobili a corto, medio e lungo termine convergono l’una sull’altra, tanto più la volatilità del prezzo di un’azione diminuisce. Questo è un indicatore piuttosto attendibile del fatto che si sta creando un equilibrio crescente tra compratori e venditori e questo è in genere un segnale forte del fatto che un grosso movimento o cambiamento di trend staper avere luogo.
Guardate per esempio come il comportamento delle medie mobili a 50, 100 e 150 giorni ha segnalato l’inizio di una forte fase rialzista del titolo di Google nel 2009.
Alcune persone usano la cosiddetta conformazione a “papillon” (bow-tie in inglese) perindividuare azioni che si trovano in una fase di consolidamento. Una conformazione di questo tipo si verifica quando una media mobile di corto termine passa al di sotto di quella a lungo termine ed in seguito torna al di sopra. Nel periodo che intercorre tra le due intersezioni di solito l’azione ha una volatilità piuttosto bassa indicante una fase di consolidamento.
Concludendo, i punti da ritenere sulle medie mobili sono i seguenti:
1) Le medie mobili sono uno strumento utilissimo per determinare la fase in cui si trova un’azione. Non comprate mai azioni il cui prezzo si trova al di sotto della media mobile a 150 giorni o comunque che presentano una media mobile in discesa.
2) I movimenti di prezzo di un’azione non seguono mai le medie mobili ma le precedono.
3) L’intersezione di una media mobile di corto termine con una media mobile di lungo termine può essere usata come segnale di cambiamento di trend o come conferma di conclusioni a cui si è arrivati con altri tipi di analisi ed indicatori.
4) Le medie mobili funzionano meglio con azioni che si trovano in un trend rialzista o ribassista. Le azioni che sono in una fase piuttosto piatta o stanno consolidando attorno a un certo range di prezzi possono a volte dare segnali sbagliati.
5) Se diverse medie mobili convergono l’una sull’altra mentre il prezzo dell’azione non si muove molto, questo è un segnale piuttosto attendibile che un movimento molto forte sta per verificarsi.
Ci sono 2 libri che mi hanno insegnato a muovermi nel mercato azionario più di qualunque altra fonte : “Stan Weinstein’s Secrets For Profiting in Bull and Bear Markets” e “Reminiscences of a Stock Operator” di Edwin Lefevre.
In entrambi i libri gli autori raccontano di come tutti i fondamentali di una azienda, le operazioni degli insiders, la fiducia del mercato, le speranze degli investitori e tutti gli altri fattori che possono influenzarne il business, siano riassunti dal prezzo a cui è quotata l’azione. Per scovare quindi delle gemme più o meno nascoste nel mercato azionario si deve essere capaci di leggere i “trends” (le tendenze) delle azioni.Tutti parlano di tendenze, ma il problema diventa saperle identificare con sicurezza leggendo il grafico dell’andamento di un’azione. Prendendo posizione al termine di un trend è il modo migliore per trarne vantaggio. Ma poche persone sanno veramente individuarne l’esatto inizio, quindi come fare a sapere quando un’azione o un intero settore stanno per iniziare una fase di crescita (bull-market)?
Ecco dove entrano in gioco i grafici.
Vedete, un settore, un titolo, un mercato, e una qualsiasi attività finanziaria per cui sia possibile tracciare un grafico, ha un disegno caratteristico a seconda di dove si trovi la sua tendenza. Le azioni tendono ad agire in un modi ben precisi quando si trovano in una fase di discesa (bear, l’orso), salita (bull, il toro), o sono in uno stato di transizione. Se riuscite a capire il modo in cui si muovono allora sarete in grado di leggerne la tendenza e capire quando potrebbe essere sul punto di cambiare.Per riassumere questo, Stan Weinstein introduce il concetto di analisi delle fasi di un’azione.
Fase uno: accumulazione, o base
Fase due: crescita dei prezzi (bull market)
Fase tre: distribuzione o topping
Fase quattro: liquidazione delle azioni/ prezzi in declino (bear market)
Ognuna di queste quattro fasi è caratterizzata da un andamento distintocreato dalle forze di mercato della domanda e dell’offerta. In alcune fasi hanno il sopravvento gli acquirenti ed in altre i venditori. Un investitore che non voglia comprare un titolo in liquidazione o uno che ha raggiunto un massimo ha a disposizione alcuni strumenti che gli consentono di individuare l’equilibrio tra domanda ed offerta per una determinata azione. Uno di questi strumenti è l’analisi della fase in cui si trova un’azione.
Fase uno: accumulazione, o base
Durante la fase di accumulazione o di base, le azioni passano di mano dagli investitori sprovveduti (le cosiddette “mani deboli” che non riescono a resistere alla tentazione di vendere sulla scia del sentimento) agli investitori più esperti e scaltri (“le mani forti” che seguono una strategia disciplinata enon si fanno prendere dall’emotività).Questa è la fase che in genere segue una lunga caduta del prezzo dell’azione o una prolungata salita.Il prezzo dell’azione in genere oscilla in un intervallo molto stretto ed il denaro investito sembra essere “morto”, cioè non rende nulla agli occhi dell’investitore inesperto che si chiede perchè mai il prezzo non salga.
In un certo senso è vero che questo denaro non rende nulla poiché l’equilibrio tra le forze della domanda e dell’offerta impedisce qualunque movimento in entrambe le direzioniA questo punto vale la pena ricordare che il mercato azionario si muove sulla base di previsioni per il futuro e non sulle notizie di oggi. Il movimento del prezzo di una azione è caratterizzato interamente dalla percezione che il mercato ha del comportamento di un business nel futuro.Gli investitori professionisti, gli insiders, e le istituzioni sono i primi a rendersi conto del cambiamento di prospettiva di un certo business e quindi sono i primi ad accumulare un’azione quando apparentemente niente di nuovo ha cambiato i suoi connotati.
Di solito la fine di questa fase è caratterizzata da grandi volumi di azioni trattate e dalla presenza di grossi “blocchi” che passano di mano.Azioni che si trovano in questa fase in genere rimbalzano tra un prezzo minimo (supporto) e uno massimo (resistenza). La resistenza è creata dai venditori che aspettano che il prezzo dell’azione si trovi vicino ai massimi per vendere, mentre il supporto è creato da compratori che intendono comprare solo nell’intorno di un certo prezzo.La durata di questa fase è data dal tempo che il prezzo impiega a “rompere” la resistenza per ricominciare a salire. In genere quanto più è lunga la fase di base tanto più lo è quella seguente.
Fase due / Prezzi crescenti (Bull Market)
Se i cosiddetti “smart money” (professionisti , insiders ed istituzioni) continuano ad accumulare azioni, i venditori saranno sempre meno e prima o poi la resistenza verrà superata e il prezzo prenderà il volo.Questo non accade perchè ci siano imporvvisamente molti acquirenti, ma semplicemente perchè non ci sono più venditori.La cosa interessante è che spesso quando questo accade i fondamentali della società non sono buoni e possono addirittura apparire molto scadenti. Per questo motivo anche se ci si trova nel miglior momento per comprare l’azione, la maggior parte degli analisti avrà un’opinione negativa sull’azione e cercheranno di dissuadere potenziali acquirenti.Ma ricordatevi che gli smart money anticipano sempre il futuro e quindi non si curano molto dell’analisi odierna, ma piuttosto della percezione del futuro.È sempre molto meglio seguire il comportamento di questi smart money che i pareri degli analisti di Wall Street che si basano solo sulle notizie odierne.
Nel momento in cui la domanda supera l’offerta, istituzioni ed insiders si batteranno per comprare l’azione ed il loro approccio psicologico comincia a cambiare. Durante la fase di base infatti aspettavano sempre di acquistare su cadute del prezzo, ma ora non si preoccupano di comprare anche se il prezzo aumenta.Il continuare dell’avanzata comincia a favorire il crearsi di una percezione favorevole nei confronti dell’azione e questo in genere si accompagna a qualche notizia positiva sul business (quella di cui erano a conoscenza gli insiders quando accumulavano).A questo punto il grande pubblico comincia ad acquistare e gli analisti cominciano ad includere l’azione nelle loro liste di titoli favoriti.E questo è il momento di cominciare a pensare a vendere…
Fase tre – distribuzione dell’azione / il top
Dopo questo processo l’avanzata comincia a frenare. Magari a causa di qualche notizia non troppo buona o semplicemente perchè il prezzo è veramente alto.Qualunque sia la ragione, le istituzioni e gli insiders cominciano a vendere e trovano un sacco di compratori affamati. Le buone notizie, gli analisti sempre più entusiasti e il prezzo che continuano a salire sono fattori che spingono l’investitore sentimentale a comprare a qualunque prezzo per paura di perdere il treno in partenza.Quasi tutti comprano con entusiasmo, tranne gli “smart money” che cominciano a vendere durante il rally con grande prudenza per evitare che l’azione collassi. E così l’azione comincia a rimbalzare tra un supporto e una resistenza, si trova cioè in un “trading range”.
Questa fase dura finchè l’entusiasmo dei compratori riesce ad assorbire tutte le azioni che insiders e istituzioni stanno distribuendo, dopodiché il prezzo comincerà a scendere ed entreremo nella quarta fase di liquidazione.
Fase quattro – Liquidazione / prezzi in caduta (Bear Market)
Quando un’azione è distribuita e si trova a un massimo dopo una lunga fase di avanzamento i grossi giocatori vendono durante il rally mentre coloro che ci credono ancora cercano di comprare dopo piccole flessioni. Nel momento in cui la domanda di azioni si esaurisce, i venditori hanno il sopravvento sui compratori e non aspettano più di vendere durante un rally ma scaricano tutte le azioni. Proprio questo inizio di caduta incoraggia chi ancora crede nell’azione a comprare sempre più nella convinzione di fare un’affare prima di una ulteriore avanzata del prezzo.Questo comportamento è anche sostenuto dal fatto che le buone notizie sono appena uscite ed hanno rafforzato la reputazione di buoni fondamentali dell’azienda. A tutto ciò aggiungiamo che gli analisti continuano ad essere positivi e così i brokers.La fase quattro inizia con la speranza dell’investitore medio che compra con un iniziale entusiasmo, tiene la posizione nello scetticismo e infine vende vicino al minimo in un attacco di panico generalizzato. Giusto alla vigilia di una nuova fase uno di base.
La maggior parte delle persone crede che i minimi si raggiungano quando gli investitori istituzionali e i grandi players cominciano a comprare perchè i prezzi sono estremamente convenienti mentre i massimi sono dovuti al fatto che improvvisamente tutti cominciano a vendere. Le cose non vanno esattamente così.La fine di una fase di declino è determinata essenzialmente da un attacco di panico generalizzato che spinge gli investitori sentimentali a vendere freneticamente. Non essendoci più venditori dopo questo momento, il prezzo dell’azione comincia a stabilizzarsi e la fase uno di base comincia.Questo è il motivo per cui il minimo del prezzo di una azione è in genere raggiunto con un’ondata di vendite da panico che assale l’investitore medio che cerca di salvare il salvabile prima dell’apocalisse.Ma l’apocalisse (che per un’azienda si chiama bancarotta) arriva molto raramente di punto in bianco senza che fosse prevedibile. E le aziende che pur avendo un prezzo dell’azione in picchiata non sono affatto destinate ad essa sono abbastanza facilmente individuabili.
Quando infine tutti gli investitori medi che si sono fatti prendere dal panico sono scappati il prezzo dell’azione si stabilizza e si configura una fase uno di base. Momento privilegiato per acquistare.Dopo questa rapida panoramica delle quattro fasi principali che caratterizzano l’andamento del prezzo di una azione risulta evidente che per investire nel mercato azionario e generare considerevoli guadagni è essenziale individuare il passaggio da una fase uno di stazionarietà a una fase due di crescita.
Fortunatamente ci sono configurazioni ed indicatori che possono essere usati per fare questo a cui daremo un’occhiata prossimamente.
Ci sono 2 libri che mi hanno insegnato a muovermi nel mercato azionario più di qualunque altra fonte : “Stan Weinstein’s Secrets For Profiting in Bull and Bear Markets” e “Reminiscences of a Stock Operator” di Edwin Lefevre.
In entrambi i libri gli autori raccontano di come tutti i fondamentali di una azienda, le operazioni degli insiders, la fiducia del mercato, le speranze degli investitori e tutti gli altri fattori che possono influenzarne il business, siano riassunti dal prezzo a cui è quotata l’azione.

Ci sono 2 libri che mi hanno insegnato a muovermi nel mercato azionario più di qualunque altra fonte : “Stan Weinstein’s Secrets For Profiting in Bull and Bear Markets” e “Reminiscences of a Stock Operator” di Edwin Lefevre.
In entrambi i libri gli autori raccontano di come tutti i fondamentali di una azienda, le operazioni degli insiders, la fiducia del mercato, le speranze degli investitori e tutti gli altri fattori che possono influenzarne il business, siano riassunti dal prezzo a cui è quotata l’azione. Per scovare quindi delle gemme più o meno nascoste nel mercato azionario si deve essere capaci di leggere i “trends” (le tendenze) delle azioni.Tutti parlano di tendenze, ma il problema diventa saperle identificare con sicurezza leggendo il grafico dell’andamento di un’azione. Prendendo posizione al termine di un trend è il modo migliore per trarne vantaggio. Ma poche persone sanno veramente individuarne l’esatto inizio, quindi come fare a sapere quando un’azione o un intero settore stanno per iniziare una fase di crescita (bull-market)?
Ecco dove entrano in gioco i grafici.
Vedete, un settore, un titolo, un mercato, e una qualsiasi attività finanziaria per cui sia possibile tracciare un grafico, ha un disegno caratteristico a seconda di dove si trovi la sua tendenza. Le azioni tendono ad agire in un modi ben precisi quando si trovano in una fase di discesa (bear, l’orso), salita (bull, il toro), o sono in uno stato di transizione. Se riuscite a capire il modo in cui si muovono allora sarete in grado di leggerne la tendenza e capire quando potrebbe essere sul punto di cambiare.Per riassumere questo, Stan Weinstein introduce il concetto di analisi delle fasi di un’azione.
Fase uno: accumulazione, o base
Fase due: crescita dei prezzi (bull market)
Fase tre: distribuzione o topping
Fase quattro: liquidazione delle azioni/ prezzi in declino (bear market)
Ognuna di queste quattro fasi è caratterizzata da un andamento distintocreato dalle forze di mercato della domanda e dell’offerta. In alcune fasi hanno il sopravvento gli acquirenti ed in altre i venditori. Un investitore che non voglia comprare un titolo in liquidazione o uno che ha raggiunto un massimo ha a disposizione alcuni strumenti che gli consentono di individuare l’equilibrio tra domanda ed offerta per una determinata azione. Uno di questi strumenti è l’analisi della fase in cui si trova un’azione.
Fase uno: accumulazione, o base
Durante la fase di accumulazione o di base, le azioni passano di mano dagli investitori sprovveduti (le cosiddette “mani deboli” che non riescono a resistere alla tentazione di vendere sulla scia del sentimento) agli investitori più esperti e scaltri (“le mani forti” che seguono una strategia disciplinata enon si fanno prendere dall’emotività).Questa è la fase che in genere segue una lunga caduta del prezzo dell’azione o una prolungata salita.Il prezzo dell’azione in genere oscilla in un intervallo molto stretto ed il denaro investito sembra essere “morto”, cioè non rende nulla agli occhi dell’investitore inesperto che si chiede perchè mai il prezzo non salga.
In un certo senso è vero che questo denaro non rende nulla poiché l’equilibrio tra le forze della domanda e dell’offerta impedisce qualunque movimento in entrambe le direzioniA questo punto vale la pena ricordare che il mercato azionario si muove sulla base di previsioni per il futuro e non sulle notizie di oggi. Il movimento del prezzo di una azione è caratterizzato interamente dalla percezione che il mercato ha del comportamento di un business nel futuro.Gli investitori professionisti, gli insiders, e le istituzioni sono i primi a rendersi conto del cambiamento di prospettiva di un certo business e quindi sono i primi ad accumulare un’azione quando apparentemente niente di nuovo ha cambiato i suoi connotati.
Di solito la fine di questa fase è caratterizzata da grandi volumi di azioni trattate e dalla presenza di grossi “blocchi” che passano di mano.Azioni che si trovano in questa fase in genere rimbalzano tra un prezzo minimo (supporto) e uno massimo (resistenza). La resistenza è creata dai venditori che aspettano che il prezzo dell’azione si trovi vicino ai massimi per vendere, mentre il supporto è creato da compratori che intendono comprare solo nell’intorno di un certo prezzo.La durata di questa fase è data dal tempo che il prezzo impiega a “rompere” la resistenza per ricominciare a salire. In genere quanto più è lunga la fase di base tanto più lo è quella seguente.

Fase due / Prezzi crescenti (Bull Market)
Se i cosiddetti “smart money” (professionisti , insiders ed istituzioni) continuano ad accumulare azioni, i venditori saranno sempre meno e prima o poi la resistenza verrà superata e il prezzo prenderà il volo.Questo non accade perchè ci siano imporvvisamente molti acquirenti, ma semplicemente perchè non ci sono più venditori.La cosa interessante è che spesso quando questo accade i fondamentali della società non sono buoni e possono addirittura apparire molto scadenti.Per questo motivo anche se ci si trova nel miglior momento per comprare l’azione, la maggior parte degli analisti avrà un’opinione negativa sull’azione e cercheranno di dissuadere potenziali acquirenti.Ma ricordatevi che gli smart money anticipano sempre il futuro e quindi non si curano molto dell’analisi odierna, ma piuttosto della percezione del futuro.È sempre molto meglio seguire il comportamento di questi smart money che i pareri degli analisti di Wall Street che si basano solo sulle notizie odierne.
Nel momento in cui la domanda supera l’offerta, istituzioni ed insiders si batteranno per comprare l’azione ed il loro approccio psicologico comincia a cambiare. Durante la fase di base infatti aspettavano sempre di acquistare su cadute del prezzo, ma ora non si preoccupano di comprare anche se il prezzo aumenta.Il continuare dell’avanzata comincia a favorire il crearsi di una percezione favorevole nei confronti dell’azione e questo in genere si accompagna a qualche notizia positiva sul business (quella di cui erano a conoscenza gli insiders quando accumulavano).A questo punto il grande pubblico comincia ad acquistare e gli analisti cominciano ad includere l’azione nelle loro liste di titoli favoriti.E questo è il momento di cominciare a pensare a vendere…

Fase tre – distribuzione dell’azione / il top
Dopo questo processo l’avanzata comincia a frenare. Magari a causa di qualche notizia non troppo buona o semplicemente perchè il prezzo è veramente alto.Qualunque sia la ragione, le istituzioni e gli insiders cominciano a vendere e trovano un sacco di compratori affamati. Le buone notizie, gli analisti sempre più entusiasti e il prezzo che continuano a salire sono fattori che spingono l’investitore sentimentale a comprare a qualunque prezzo per paura di perdere il treno in partenza.Quasi tutti comprano con entusiasmo, tranne gli “smart money” che cominciano a vendere durante il rally con grande prudenza per evitare che l’azione collassi. E così l’azione comincia a rimbalzare tra un supporto e una resistenza, si trova cioè in un “trading range”.
Questa fase dura finchè l’entusiasmo dei compratori riesce ad assorbire tutte le azioni che insiders e istituzioni stanno distribuendo, dopodiché il prezzo comincerà a scendere ed entreremo nella quarta fase di liquidazione.

Fase quattro – Liquidazione / prezzi in caduta (Bear Market)
Quando un’azione è distribuita e si trova a un massimo dopo una lunga fase di avanzamento i grossi giocatori vendono durante il rally mentre coloro che ci credono ancora cercano di comprare dopo piccole flessioni. Nel momento in cui la domanda di azioni si esaurisce, i venditori hanno il sopravvento sui compratori e non aspettano più di vendere durante un rally ma scaricano tutte le azioni. Proprio questo inizio di caduta incoraggia chi ancora crede nell’azione a comprare sempre più nella convinzione di fare un’affare prima di una ulteriore avanzata del prezzo.Questo comportamento è anche sostenuto dal fatto che le buone notizie sono appena uscite ed hanno rafforzato la reputazione di buoni fondamentali dell’azienda. A tutto ciò aggiungiamo che gli analisti continuano ad essere positivi e così i brokers.La fase quattro inizia con la speranza dell’investitore medio che compra con un iniziale entusiasmo, tiene la posizione nello scetticismo e infine vende vicino al minimo in un attacco di panico generalizzato. Giusto alla vigilia di una nuova fase uno di base.
La maggior parte delle persone crede che i minimi si raggiungano quando gli investitori istituzionali e i grandi players cominciano a comprare perchè i prezzi sono estremamente convenienti mentre i massimi sono dovuti al fatto che improvvisamente tutti cominciano a vendere. Le cose non vanno esattamente così.La fine di una fase di declino è determinata essenzialmente da un attacco di panico generalizzato che spinge gli investitori sentimentali a vendere freneticamente. Non essendoci più venditori dopo questo momento, il prezzo dell’azione comincia a stabilizzarsi e la fase uno di base comincia.Questo è il motivo per cui il minimo del prezzo di una azione è in genere raggiunto con un’ondata di vendite da panico che assale l’investitore medio che cerca di salvare il salvabile prima dell’apocalisse.Ma l’apocalisse (che per un’azienda si chiama bancarotta) arriva molto raramente di punto in bianco senza che fosse prevedibile. E le aziende che pur avendo un prezzo dell’azione in picchiata non sono affatto destinate ad essa sono abbastanza facilmente individuabili.
Quando infine tutti gli investitori medi che si sono fatti prendere dal panico sono scappati il prezzo dell’azione si stabilizza e si configura una fase uno di base. Momento privilegiato per acquistare.Dopo questa rapida panoramica delle quattro fasi principali che caratterizzano l’andamento del prezzo di una azione risulta evidente che per investire nel mercato azionario e generare considerevoli guadagni è essenziale individuare il passaggio da una fase uno di stazionarietà a una fase due di crescita.
Fortunatamente ci sono configurazioni ed indicatori che possono essere usati per fare questo a cui daremo un’occhiata prossimamente.





