Per molti Social Media Marketers, ogni nuovo webstorm rappresenta una occasione per:
(i) ribadire l’assoluta necessità per una moderna corporation di dotarsi un sistema di “web monitoring” per accorgersi prima possibile della tempesta montante e
(ii) spiegare perché l’azienda oggetto di questo particolare webstorm ha “sbagliato” la propria risposta e avrebbe dovuto fare cosà invece che così.
After one month (instead of two days as per original estimate
of mad and desperate programming by Shahid, my new Pakistani friend, we are finally ready to launch Brandbook (.it, .com was already taken).
The idea is to try to put together an instrument to analyze the comments posted on Facebook pages to help brand better understand how to engage their fans (which, if the theory is right, should sooner or later translate into a concrete impact on some measurable metric - hopefully sales).
Facebook “matters” more and more also in the political field. With 350 million users it would be surprising if this were not the case. Barack Obama’s page is managed very professionally as a powerful venue to promote his programs and ideas.
For brands, Facebook is now recognized as “too important” to ignore. Brands don’t necessary have to proactively “take control” of their Facebook presence (it is OK to leave the control of the pages to the fans that have set them up). However brands must keep themselves involved, follow the conversation, and in general try to leverage as much as possible on the potential of Facebook pages to create a (essentially zero-cost) conversation with the fans.
You would imagine this to be even more true for political figures. However, at least in Italy, this does not seem to be the case both on Mr Berlusconi’s side and on the side of one of his most outspoken critics, Mr Grillo. Why is difficult to understand, since both men have a keen understanding of the media.
Silvio Berlusconi’s “official” page has about 160.000 fans It is not controlled by Mr Berlusconi or his staff, but, quite surprisingly, by a fan that in a way “poses” as “Silvio Berlusconi”. Nobody would ever imagine to set up a “fake” Barack Obama page and “pose” as the US President.
This person has apparently stopped caring about the page and rarely posts anything nor engages in any conversation with the fans. The result is that all you see happening on the page is few rabid “fans” (most of which seem to be sworn enemies of Mr Berlusconi that have signed into Mr Berlusconi’s page just to express their contrariety) engaging in violent discussions, mostly all in capital letters, on the wall. Whether positive and negative, these posts are virtually useless since practically nobody will ever see them.
Mr Grillo has two fan pages with respectively 120.000 and 115.000 fans. The first is a “spontaneous” page, that basically never posts anything, the second appears to be Mr Grillo’s “official” page, and posts very frequently.
Both in Mr Berlusconi’s and in Mr Grillo’s case the issue is not about impersonification (the fans that have set up the pages and now administer them are most probably in good faith). It is about the pages’ effectiveness.
The whole point of having a fan page is to be able to post messages to your fan’s walls to convey an idea and encourage action. If the administrator of the page does not post any messages (because he/she has no time or no ideas) the value of the page as a promotional tool is strongly compromised, since only a very small percentage of the fans of the page will ever bother to come to the page and participate in the conversation.
Facebook fan pages are not “one time voting machines” – ie places in which you go to “vote” your appreciation for a certain brand or a certain public figure. They are places in which you “subscribe to a conversation”, and they work exactly as “real world” fans clubs work. If you sign in to a “real world” fan club, at a minimum you expect to get a newsletter from time to time with “special” information about what the object of your devotion is up to.
In my opinion, both Mr Berlusconi and Mr Grillo, by deciding not to engage in a conversation with (all, in Mr Berlusconi’s case and about half of, in Mr Grillo’s case) their fans are foregoing an important opportunity to reinforce their bond with their constituencies. An indirect proof is the relatively low number of their fans. In the USA there are 88 milion Facebook users and about 6.5 millions are fans of Obama. In Italy, where passions run just as high, there are 12 million Facebook users, and just a couple of hundred thousand fans between Mr Berlusconi and Mr Grillo.
La Facebook Page di Barack Obama è la seconda più popolare di Facebook dopo quella di Michael Jackson.
Facebook “pesa” sempre più anche nel campo politico. Con 350 milioni gli utenti sarebbe sorprendente se così non fosse. La pagina Facebook di Barack Obama è gestita con grande professionalità, come un potente strumento per promuovere i suoi programmi e le sue idee.
Per i brand, Facebook è ormai riconosciuto come un qualcosa di “troppo importante da poter essere ignorato”. Non è vero che i brand debbano necessariamente “assumere il controllo” della propria presenza in Facebook (non c’è nulla di male a lasciare il controllo della propria pagina Facebook ai fan che l’hanno messa su). Però i brand non possono “evitare” Facebook, e devono “seguire la conversazione” e fare il possibile per sfruttare la capacità delle pagine Facebook di creare (sostanzialmente a costo zero) un “colloquio” con i fan.
Ciò dovrebbe valere, oltre che per i brand, anche per le figure politiche.
In Italia, tuttavia, questa non sembra essere una preoccupazione particolare nè dalla parte di Berlusconi nè dalla parte di Grillo, forse il suo avversario più “visibile” sul web. Trovo la cosa sorprendente anche perchè entrambi hanno una profonda capacità di “capire” i media.
La pagina “ufficiale” Silvio Berlusconi ha circa 160.000 tifosi. Non è controllata da Berlusconi o dal suo staff, ma, stranamente, da un fan che in qualche modo “fa finta” di essere Silvio Berlusconi. Nessuno penserebbe mai di mettere su una “falsa” pagina di Barack Obama e di “presentarsi” su Facebook come il Presidente degli Stati Uniti.
Questa signore da qualche mese ha smesso di occuparsi della pagina. Raramente pubblica dei post, e non prende mai parte alle conversazioni con i fan. Il risultato è che oramai la pagina Facebook di Berlusconi è diventata “proprietà esclusiva” di qualche decina di fan “estremi”, di una e dell’altra parte (diversi utenti Facebook “nemici” di Berlusconi si sono iscritti come “fan” della pagina), impegnati continuamente in discussione violente, quasi tutte in maiuscolo, sul “muro” della pagina. Questi post sono tutti praticamente inutili, dato che nessuno li leggerà mai.
Grillo ha due pagine Facebook con rispettivamente 120,000 e 115,000 fan. La prima è una pagina “spontanea”, che non pubblica mai propri post, la seconda sembra invece essere la “vera” pagina “ufficiale” di Grillo, e pubblica post piuttosto di frequente.
Sia nel caso di Berlusconi che nel caso di Grillo il problema non è che c’è qualcuno che li sta “impersonificando” su Facebook (i fan che hanno messo su le pagine e ora le gestiscono sono certamente in ottima fede). Il problema è quello dell’efficacia delle pagine come mezzo per supportare le idee e i programmi di Berlusconi piuttosto che di Grillo.
Il bello di avere una pagina Facebook è che i messaggi che vengono postati sul “muro” della pagina vengono automaticamente pubblicati anche sul “muro” di tutti i fan, in modo completamente gratuito. Se colui che gestisce la pagina (per mancanza di tempo o di idee) non pubblica messaggi sul proprio “muro”, il valore della pagina come “strumento promozionale” viene a mancare, dato che solo una percentuale molto piccola dei fan di una qualsiasi pagina Facebook si prenderanno mai la briga di venire a visitare la pagina e prendere parte alla conversazione.
La pagine fan di Facebook non sono “macchine di votazione una tamtum” – vale a dire luoghi dove si va a “votare” il proprio apprezzamento per una certa marca o per un certo personaggio pubblico. Sono luoghi in cui ci si “iscrive ad una conversazione”. Funzionano esattamente come nel mondo reale funzionano i fan club. Se ci si iscrive ad un fan club vero, ci si aspetta di ricevere di tanto una newsletter con con notizie “solo per noi” su quello che sta facendo il personaggio oggetto della nostra devozione.
A mio parere, sia l’onorevole Berlusconi e il signor Grillo, decidendo di non impegnarsi in una conversazione con (tutti i, nel caso di Berlusconi, e circa la metà dei, nel caso di Grillo) loro fan stanno perdendo una importante occasione per rafforzare il loro rapporto con i propri supporter. Una prova indiretta di questo sta nel numero relativamente basso di fans sia di Berlusconi che di Grillo. Negli Stati Uniti ci sono 88 milioni di utenti Facebook e circa 6,5 milioni sono fan di Obama. In Italia, dove la passione politica è almeno altrettanto forte, abbiamo 12 milioni di utenti Facebook, e un totale di poche centinaia di migliaia di fan tra entrambi.

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